Decifrare la Violenza: fisica, psicologica, economica e sessuale

Decifrare la Violenza: fisica, psicologica, economica e sessuale

Le forme più frequenti di violenza sono:

  • La violenza fisica

La violenza fisica riguarda qualsiasi atto volto a nuocere o a spaventare la vittima e, nella maggior parte dei casi a procurarle lesioni. Sono inclusi in questa categoria tutti i comportamenti potenzialmente dannosi mper l’integrità fisica della donna e/o che hanno come fine quello di provocare uno stato di soggezione nella vittima attraverso l’impiego della forza fisica (Bonura, 2016). 

Esempi di violenza fisica sono: spingere, strattonare, dare pugni, calci, mettere le mani al collo, aggredire con coltelli o altri oggetti. Rientrano in questa definizione anche comportamenti non direttamente fisici tra cui: venire chiusi in una stanza o fuori casa, privare del sonno, cure mediche e accesso ai farmaci, distruggere oggetti significativi per la donna e fare del male agli animali (ibid).

  • La violenza psicologica

La violenza psicologica include l’insieme delle frasi, degli atteggiamenti e delle azioni che hanno come obiettivo quello di manipolare, controllare, isolare e/o denigrare la donna. Questa forma di violenza colpisce l’identità della vittima attraverso ripetuti attacchi all’autostima e alla sua libertà di autodeterminazione. L’atteggiamento intimidatorio può consistere nello spaventare la donna attraverso minacce di violenza fisica o di morte nei confronti della donna o di altri familiari; gli atteggiamenti denigratori comprendono: svilimenti, ricatti, insulti verbali, umiliazioni pubbliche e private. Rientra nella violenza psicologica considerare la donna “un oggetto di proprietà da poter modellare e controllare” (Bonura, 2016), così come delegare tutti gli impegni familiari e le responsabilità del ménage familiare attribuendo la responsabilità dei problemi alla donna (ibid).

Tra le azioni rientrano tradimenti, bugie, oppure compiere atti di infedeltà e vantarsene al fine di mortificare la donna.


In questo tipo di violenza solitamente si può rintracciare un’eccessiva colpevolizzazione da parte della vittima, la quale si attiva per fare fronte alle richieste del maltrattante nella continua speranza di non adirare l’abusante e di dimostrare la propria adeguatezza (Focà, 2019). Questa forma di violenza può portare la vittima ad un parziale o totale allontanamento dalle proprie reti di familiari e amici, isolandosi da qualsiasi realtà sociale appartenuta fino ad allora (ibid).

  • La violenza economica

La violenza economica consiste in quegli atteggiamenti volti ad impedire alla donna di gestire e controllare le entrate familiari e/o nel poter disporre autonomamente del proprio denaro per obiettivi e necessità personali. Questo tipo di violenza si manifesta con forme di controllo, anche ossessivo, sull’autonomia economica della persona al fine di creare una dipendenza economica dal partner abusante che consenta un controllo indiretto sulla vita della donna.
Rientrano nella violenza economica, ad esempio: impedire di cercare o di mantenere un lavoro, imporre spese e impegni economici non voluti, non consentire di spendere il proprio stipendio. Tali dinamiche di controllo e di dipendenza sono particolarmente gravi in quanto ostacolano la donna nel percorso di fuoriuscita dalla situazione di maltrattamento.

  • La violenza sessuale

Con violenza sessuale si intende qualsiasi atto legato alla sfera sessuale che viene imposto mediante l’uso della forza fisica o della minaccia esplicita o velata. Chi commette violenza sessuale approfitta dell’incapacità della persona di esprimere il proprio consenso liberamente oppure, attraverso la continua soggezione psicologica (Bonura, 2016).
Rientrano nella violenza sessuale ad esempio: le molestie sessuali, lo stupro, imporre di vedere materiale pornografico e riprodurne i contenuti, obbligare la partner ad avere un rapporto sessuale con terzi, prostituirsi, etc. All’interno del rapporto di coppia questo tipo di violenza può assumere aspetti differenti tra cui, ad esempio, costringere la donna ad avere un rapporto sessuale dopo averla picchiata ed umiliata. La violenza sessuale si verifica più spesso all’interno delle mura domestiche, tuttavia, le donne temendo di non essere credute, difficilmente trovano il coraggio di denunciare anche a causa delle possibili reazioni del contesto socioculturale, che possono tendere a giustificare determinati azioni come “prova della virilità maschile”.

  • Il comportamento persecutorio (Stalking)

Il termine stalking deriva dall’inglese “to stalk” che tradotto ha come significato “appostarsi, assillare, inseguire, molestare, braccare”. L’espressione configura un reato che riguarda un insieme composito di comportamenti persecutori protratti nel tempo, che inducono in chi li subisce la sensazione di essere continuamente controllato e seguito, provocando disagio emotivo e un ragionevole senso di timore.

Ad oggi i comportamenti persecutori più diffusi nei confronti delle donne possono essere distinti in tre categorie:

  • Comunicazioni indesiderate e intrusive: messaggi, telefonate etc
  • Contatti indesiderati e controllanti (sul posto di lavoro, nei pressi dell’abitazione)
  • Atti intimidatori (minacce verbali, danni ad oggetti o a persone, etc.)

Le motivazioni che inducono a perpetrare tali comportamenti possono essere molto diverse tra loro, tuttavia, l’obiettivo della persecuzione consiste principalmente nello stabilire una relazione affettiva/sessuale non corrisposta, nel recuperare un rapporto ormai finito oppure per vendicarsi di un torto subito, vero o presunto (ibid).
Le forme di violenza che ho appena citato costituiscono le principali forme di abuso con cui la violenza sulle donne si manifesta. Esistono, tuttavia, altre forme di violenza, che non saranno oggetto di approfondimento in questa sede, ma che è doveroso citare. Tra le forme di violenza che ledono i diritti umani fondamentali, danneggiando la salute delle donne vi sono: i matrimoni forzati, le mutilazioni genitali femminili, la violenza ostetrica, gli infanticidi delle bambine, la tratta di donne e bambine e il mobbing basato sul genere

L’espressione “violenza di genere” non è sostituiva a quella di “violenza maschile contro le donne” – poiché la prima definizione pone l’accento sulla componente di genere, ma non esplicita chiaramente che essa è agita da uno dei due generi sull’altro.
Penso che i presupposti ci sono per poter cambiare la cultura patriarcale che in Sicilia ma anche in molte zone dell’Italia purtroppo ancora esistono, e questo si può fare utilizzando gli strumenti della prevenzione e del coraggio. Sì, parlo di coraggio in quanto la donna deve riuscire a trovarlo per poter denunciare qualsiasi forma di violenza che sta subendo.
Esistono anche centri antiviolenza che supportano le donne e le aiutano, esiste anche il numero gratuito a cui chiamare, il 1522, attivo 24 ore su 24, che serve anche solo per un consiglio.
Non siamo sole, gli aiuti ci sono e occorre denunciare, perchè da sole è impossibile salvarsi! Occorre mettere dei paletti ogni volta che è possibile, perché la violenza contro le donne è un fenomeno che inizia nel piccolo e nel quotidiano, e va fermato subito, una volta avvistati certi segnali.

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